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pulizie serbatoi

SERVIZI

La pulizia dei serbatoi e delle cisterne di accumulo acqua potabile, rappresentano il tradizionale servizio offerto dalla nostra Società.
Il giorno precedente alla pulizia, viene intercettata l’alimentazione della riserva idrica e ,nel caso in cui il servizio fosse effettuato nei confronti di uno stabile condominiale, vengono affissi avvisi per comunicare l’eventuale mancanza di acqua.
Il giorno successivo, con impiego di attrezzature idonee e pompa ad immersione, viene completato lo svuotamento dei serbatoi da eventuali residui di materiale.
Utilizzando una lancia ad alta pressione si puliscono e disinfettano le pareti interne della riserva idrica con acqua e amuchina, facendo defluire il tutto nello scarico.
Infine, viene pulita la parte esterna dei serbatoi e del locale idrico e successivamente, la riserva viene nuovamente riempita e controllata l’efficienza dei filtri e delle pompe.

 
 
 
 
 


     Amministrazione Condominiale


Con la presente vogliamo informarVi sulle disposizioni di legge relative alla pulizia dei serbatoi e delle cisterne e alle analisi periodiche delle acque potabili, in quanto tali argomenti non vengono spesso presi in considerazione in maniera adeguata, senza rendersi conto delle sanzioni a cui si va incontro.

Il prolungato uso e la insufficiente manutenzione e pulizia di serbatoi e cisterne destinate alle riserve idriche per uso potabile e consumo umano possono causare incrostazioni e sedimenti che, a lungo andare, possono provocare danni alla salute pubblica. Al fine di ovviare a tale inconveniente, il 6 luglio 1985 è stata emanata l’Ord. Reg. Gen. N. 1066, con la quale si è disposto l’obbligo di effettuare la pulizia, disinfezione e revisione di serbatoi e cisterne almeno due volte l’anno, al fine di scoprire eventuali perdite, causa di possibili contaminazioni.

Nel rispetto del D.lgs. n. 31/2001, occorre effettuare un controllo di routine (almeno una volta l’anno) per fornire, ad intervalli regolari, informazioni sulla qualità organolettica e microbiologica delle acque fornite per il consumo umano, nonché informazioni sull’efficacia degli eventuali trattamenti dell’acqua potabile, per accertare se le acque destinate al consumo umano rispondano ai parametri stabiliti dalla legge. Per gli edifici e le strutture in cui l’acqua è fornita al pubblico, il titolare ed il gestore dell’edificio o della struttura devono assicurare il rispetto di tali parametri. L’amministratore di condominio risponderà con multe salatissime della scarsa qualità dell’acqua. Il responsabile della contabilità condominiale deve infatti vigilare sulla rispondenza dell’acqua ai parametri stabiliti, pena la multa di ben 10.329,14 Euro. In tal senso sono già partite le ispezioni da parte degli ispettori dell’ASL, che prelevano l’acqua in un punto qualsiasi dopo il contatore condominiale e, se dopo tale controllo si dovesse scoprire che i parametri non rispondono a quelli stabiliti dalla legge, l’amministratore potrebbe essere multato fino a 15.493,71. La legge non attribuisce responsabilità solo all’amministratore di condominio, ma anche allo stesso proprietario dell’abitazione, salvo responsabilità dell’ente fornitore.

Una particolare attenzione deve essere posta anche alla realizzazione, omologazione e manutenzione degli impianti elettrici di messa a terra condominiali. Il D.P.R. n. 462/01 prescrive precise regole per la messa in esercizio e l’omologazione degli impianti elettrici di messa a terra, prevedendone l’obbligo ogni qual volta sia individuabile un ambiente di lavoro e anche quando non si sia in presenza di rapporto di lavoro dipendente, potendo tale rapporto essere instaurato anche successivamente per decisione assembleare. Ad ulteriore prova di quanto soprascritto, si consideri che, nel caso in cui si verifichino incidenti riconducibili a malfunzionamenti dell’impianto, non vi è dubbio che a risponderne sia il proprietario o l’amministratore salvo dimostri di aver fatto il possibile per evitare l’evento: ovviamente la verifica e la manutenzione periodica rendono senza dubbio più concreta la possibilità di offrire tale prova liberatoria. Il Ministero dello Sviluppo economico ha autorizzato, per l’effettuazione delle verifiche 163 organismi di ispezione per verificare il rispetto dei requisiti giuridici e operativi e ha previsto sanzioni secondo le quali il proprietario o l’amministratore saranno puniti con l’arresto, da tre mesi a sei mesi, o con l’ammenda da Euro 1.548,58 a Euro 4131,66 per la violazione delle disposizioni di legge.

Per ulteriori informazioni e per la programmazione di tali interventi, potete rivolgerVi presso i ns. uffici. Certi di un Vs. riscontro in merito, porgiamo
       Distinti Saluti



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